Articolo 2

Avendo regnato Romolo per trentasett'anni e avendo posto questi due ottimi fondamenti allo Stato, gli auspicii e il Senato, scomparve durante un'improvvisa eclissi di sole e lo si considerò assurto alla divinità. Nessuno mai dei mortali poté essere onorato da una simile leggenda senza un alto splendore di virtù. Ma quel ch'é più ammirevole in Romolo é che, mentre tutti gli altri che si vollero assurti alla divinità vissero in tempi assai meno colti, quando cioé una simile leggenda trovava nell'ignoranza comune un ben facile fondamento, Romolo, vissuto a seicent'anni appena da noi, si trovò in un'età in cui le lettere e la scienza avevano già un grande sviluppo e s'eran già dileguati da gran tempo dalla vita umana tutti gli antichi pregiudizi. Se si confrontano infatti gli annali dei Greci, si trova che Roma fu fondata nel secondo anno della settima olimpiade e che, all'età di Romolo, la Grecia era già piena di poeti e di musicisti e ben poco disposta a credere a favole se non trattandosi di pie tradizioni antichissime.

Articolo 1

Dunque, voi non vi accorgete (rendete conto) che (Tarquinio) sia divenuto da re despota, e che per colpa di una sola persona il popolo di una nazione si sia trasformato da probo a molto turpe? Questi infatti è il dominus populi che i Greci definiscono tiranno. Infatti ritengono che il re sia colui che si prende cura come un padre e mantiene nella migliore condizione di vita coloro ai quali è stato preposto. La monarchia è certamente un buon tipo di governo, come ho già affermato, ma tuttavia incline e quasi propenso ad una degenerazione estremamente pericolosa.

 
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